Ss.Severino e Sossio risplende al lume di candela con il Touring Club Italiano: sabato 27 maggio 2017

Varcare la soglia, armarsi di candela e lasciarsi condurre alla scoperta della chiesa superiore dei Ss.Severino e Sossio. In molti visitatori hanno camminato su quel pavimento tardo cinquecentesco, quasi un unicum per la città (e la Campania) per tipologia e struttura in un incalzante susseguirsi di stemmi ed iscrizioni.

Catapultati indietro nel tempo, hanno provato a immaginare come potesse essere la vita dei benedettini che qui posarono la prima pietra tra il 1494 ed il 1495 quando Alfonso II d’Aragona decise di patrocinarne la costruzione. Fu il primo a credere che l’ordine di san Benedetto dovesse avere a Napoli una chiesa tra le più belle della città: maestosa, ricca e splendente.

La presenza di artisti del calibro di Giovanni da NolaMarco Pino da Siena, Fabrizio Santafede, Belisario CorenzioCornelis Smet o Francesco De Mura, attesta la ricchezza di una fabbrica religiosa mirabile, come le loro opere! Come non stupirsi innanzi ai riflessi della madreperla e alla preziosità del lapislazzulo, virtuosamente incastonati nel commesso marmoreo della balaustra e dell’altare disegnati da Cosimo Fanzago! Si racconta che dopo il completamento della stessa balaustra – realizzata tra il 1638 – 1641 – nacque una disputa sul pagamento tra l’artista bergamasco ed i monaci che istituirono addirittura una commissione di marmorari per periziare il suo lavoro.

Quante storie, intrighi e drammi che si celano in questa chiesa, come quello della contessa di Saponara Ippolita de’ Monti in Sanseverino che, affranta da un dolore incommensurabile per la morte improvvisa e misteriosa dei suoi tre figli, incaricò il celebre scultore Giovanni da Nola di scolpire i loro sepolcri per deporli nella cappella di famiglia: la cappella Sanseverino! Come non ricordare il nobile condottiero Vincenzo Carafa che volle lasciare ai posteri il suo onore facendo scolpire da Girolamo D’Auria tutte le sue battaglie tra cui quella di Lepanto del 1571.

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La tradizione vuole che proprio in questa chiesa morì Belisario Corenzio dopo una rovinosa caduta da un ponteggio nell’intento di ritoccare gli affreschi della volta (poi distrutti dal terremoto del 1731). Tutto questo e anche altro potrete conoscere durante la visita notturna teatralizzata organizzata dai volontari del Touring Club Italiano; arte, teatro, aneddoti e curiosità alla luce soffusa delle candele e di un aperitivo alla fine dell’evento.

(credits: Francesco Grossi)

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Info:

luogo: Chiesa dei Ss.Severino e Sossio, Via Bartolomeo Capasso 2, 80138 Napoli

data: 27 maggio 2017

orario: 20.30

costo:  €  10.00 ( visita guidata + teatralizzazione + aperitivo)

contatti: (prenotazione obbligatoria) napoli@volontaritouring.it

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