Rosso di Gragnano, frizzante di natura

“Feli’, assicurati che sia Gragnano. Tu lo assaggi: se è frizzante, lo prendi, se no, desisti!”. Con queste parole, Eduardo Scarpetta, nella sua opera “miseria e nobiltà” nella sua indimenticabile versione cinematografica, decide di onorare questo particolarissimo vino campano, in un dialogo tra i personaggi felice Sciosciammocca lo scrivano, e don Pasquale il fotografo, interpretati rispettivamente dal grande Totò e da Enzo Turco.

In realtà è proprio il “frizzante” ad essere l’elemento caratterizzante di questo vino rosso, tipico della penisola sorrentina e delle sue piccole coltre a spalliera, che si estendono da Gragnano, fino alla città di Sorrento e poco oltre.

Questo vino, conosciuto fin dai tempi dei romani, nel periodo a ridosso dell’eruzione del Vesuvio, si presenta con caratteristiche molto particolari. Pur essendo frizzante, ha grande corpo, e la stessa frizzantezza regala spesso sentori che si espandono oltre il vino stesso, e ce ricordano la frutta matura. Il colore è rosso rubino, con una gradazione alcolica che si mantiene bassa, intorno agli 11 gradi circa. E’ solito essere imbottigliato e consumato entro l’anno della vendemmia, con un breve periodo di fermentazione, a volte anche direttamente in bottiglia.

Il Gragnano, pur essendo doc, non è molto diffuso al di fuori della Campania, e riveste spesso i panni di n vino casereccio, di casa, o di bettola, a causa della sua struttura non altamente pronunciata.

Avere poca struttura, però, nella circostanza, non significa difettare di caratteristiche ben precise. Per capirlo bisogna aprire una bottiglia di Gragnano, per rendersi conto della diversità rispetto ad altri vini rossi come questo, come ad esempio il Lambrusco.

A differenza di quello che si possa pensare per un vino rosso, il Gragnano va servito freddo. Per quello che riguarda gli abbinamenti, i migliori sono senza dubbio quello legato al “concittadino” panuozzo, ed alla pizza. Poiché Gragnano è una città famosa anche per la pasta, non si disdegna abbinare il vino alla classica pasta al pomodoro, o anticiparlo all’aperitivo.

Se volete conoscerlo, quindi, potete metterlo al centro della prossima cena. Ma, mi raccomando: assicuratevi che sia Gragnano!

gragnano

un’immagine del film “Miseria e nobiltà”, fonte youtube.com

 

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