Bonea un piccolo borgo della Valle Caudina

Bonea sorge ai piedi del maestoso Massiccio del Taburno. Meta preferita di escursionisti che si inoltrano lungo i sentieri del monte e immersa in una natura incontaminata, custodisce importanti vestigia rinvenute sul finire degli anni’50, durante un’isolata campagna di scavo che valse ad approfondire anche la conoscenza di alcuni aspetti dei Sanniti-Caudini, noti per essersi difesi strenuamente contro i Romani; furono rinvenuti i resti di alcune cisterne e di strutture murarie di quella che in molti identificarono come la  villa di Cocceio – architetto dell’imperatore Ottaviano Augusto – resa famosa dalla sosta di Orazio e Virgilio nel 37 a.C. Prova indiscussa dell’importanza del sito, resta la statua di un satiro con pantera in pregevole marmo, rivenuta all’epoca ed conservata oggi nel Museo Nazionale di Napoli. Lo scavo portò alla luce anche elementi di terracotta, monete e frammenti di vetro.

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Bonea offre ai suoi visitatori l’opportunità di conoscere molti altri monumenti, come la chiesa di san Biagio dove il 3 febbraio – festa del santo – viene praticata l’unzione della gola ai fedeli con olio d’oliva locale benedetto, la chiesa di san Nicola di Mira con il suo splendido portale architravato in pietra, la casa di campagna a corte detta anche “villa Perone – Pacifico” che confina con la chiesa abbandonata di san Sebastiano del 1506 o anche la cappella di san Pietro agli Ancari sulle pendici del monte Taburno. Noto è  il mausoleo Pizzillo, chiamato in passato “vessillo”. Si tratta di un monumento funerario di epoca romana, posto su di un promontorio roccioso ad est del Taburno, di forma conica ed alto più di 12 metri.

L’origine del nome del borgo, deriverebbe da “Bono” nome del Console e Duca di Napoli passato alla storia per le sua azioni abominevoli e che nella lotta contro i Longobardi al tempo di Sicone, distrusse molte città e paesi della valle Caudina, tra cui Caudio nell’893 sui cui resti sarebbe stata poi fondata Bonea. Un’ulteriore ipotesi farebbe derivare il suo nome da“Bonus aer” con riferimento alla salubrità del luogo.

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Appartenuta tra il 1300 ed il 1400 all’illustre famiglia Della Leonessa, nel 1480 passò ai Carafa e nel 1528 donata ai D’Avalos d’Aquino che ne amministrarono le rendite fino al 1806, anno dell’abolizione della feudalità. Per lungo tempo fu casale del vicino comune di Montesarchio (BN) con il quale ne condivise le sorti, almeno fino all’Unità d’Italia quando fu accorpato alla provincia sannitica.

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La ricchezza della sua terra rende Bonea un borgo con molti prodotti tipici, come la mela annurca nella varietà “rossa del sud”, una particolare varietà di cipolle, dal caratteristico colore dorato della tunica esterna o anche l’olio extra vergine. Certamente la coltura più importante resta la vite per la produzione della Falanghina DOC  celebrata ogni anno in una sua sagra nel mese di agosto.

La cucina tradizionale di Bona è il più classico esempio di cucina a “Km 0”: dalla tradizionale zuppa di Natale preparata con ben dieci ingredienti da stufare insieme (broccoli, cavolfiori, sedano, aglio, baccalà, uva appassita, pinoli, noce, olio d’oliva e sale), i taralli con il naspro, la “menesta, fasuli e pizza” preparata con broccoli, fagioli cotti in una pignata di terracotta e pizza di granoturco cotta nel forno a legna, o anche il migliaccio di Carnevale: pizza rustica di tagliolini, uova, formaggi e salame.

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Info

In auto: per chi proviene da nord, basta uscire dalla A1 Roma-Napoli a Caserta Sud e in direzione Benevento, sulla Statale n.7.
Per chi proviene da sud, basta uscire dalla A3 ad Avellino in direzione Ospedaletto, proseguendo per Summonte, Sant’Angelo a Scala e Pietrastornina, fino a San Martino Valle Caudina.

In treno e in bus: la Valle Caudina è attraversata dalla linea ferroviaria Benevento – Napoli e da un servizio di autobus che effettua lo stesso percorso. Basta consultare la pagina di www.vallecaudina.net per conoscerne gli orari.

 

 

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