I Susamielli, quando si dice “nomen omen”

Questi tipici dolci della tradizione napoletana, preparati durante il periodo natalizio e dalla insolita forma ad “esse”, celano molte curiosità, a partire dal nome: “susamiello” sarebbe la corruzione vernacolare di “sesamello”, derivante dal latino “sesamin+mel” ed a sua volta dal greco “sesamon”,  quel “sesamo” che ricopriva (con il miele) le ciambelle preparate e portate al santuario per onorare la Dea Demetra e Kore dei Misteri Eleusini.

Nel corso dei secoli ne è attestata presenza tra le prelibatezze nostrane: nel 1509 con le rigide prammatiche del Regno di Napoli si vietò addirittura di prepararli (stessa sorte per i taralli) per utilizzare la costosa farina, solo per il pane.

biscotti-susamielliok

Dopo oltre due secoli, esattamente nel 1778 il famoso “cuoco galante” Vincenzo Corrado nel suo “Credenziere di buon gusto “attestava la notorietà  di quei dolci conosciuti come “susamielli nobili”, ricoperti di glassa di zucchero e con buccia di un’arancia pestata.

Pare vi fossero diversi tipi di susamielli: quelli più pregevoli con la pasta di mandorle, preparati per i nobili; i “susamielli dello zampognaro” preparati con la farina grezza e gli scarti della frutta come le bucce degli agrumi, offerti ai contadini in visita, al personale di servizio ed in particolare agli zampognari (da qui il nome) in occasione della loro venuta durante il periodo di Avvento. Infine vi erano i “susamielli del buon cammino” farciti con la marmellata di amarene, offerti ai religiosi.

7-susamielliok

Una piccola variante dei “susamielli” è rappresentata dai dolci noti come “sapienze” dal nome del convento di santa Maria della Sapienza di Sorrento, dove le suore clarisse, anch’esse davvero abili nelle preparazioni dei dolci, vollero che nella loro preparazione si aggiungessero le mandorle anche sulla superficie, esattamente tre, per decorarli!

Per voi la classica ricetta dei susamielli:

250 gr di farina
250 gr di miele
100 gr di mandorle
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di frutta candita (suggerisco di aumentare le quantità se ne apprezzate il sapore)
pochi grammi di ammoniaca per dolci
pochi grammi di “pisto” (insieme di cannella, chiodi di garofano, noce moscata, vaniglia)

Tostate leggermente le mandorle, tritatele ed aggiungete gradatamente  il “pisto”, lo zucchero, la frutta candita e la farina e lavorate accuratamente il composto. Quando sarà piuttosto omogeneo, aggiungete il miele (precedentemente riscaldato a fuoco lento), l’ammoniaca per dolci e lavorate l’impasto fino a quando sarà compatto. Solo allora formate dei lunghi “cordoncini” di 14 cm circa. Ogni cordoncino ottenuto sarà poi piegato per ottenere la classica forma ad “esse”.
Disponete i dolci su una teglia (ricoperta da carta forno) ed aggiungete delle mandorle su ognuno. Cuocerli in forno per circa 15/20 minuti a 180°, almeno fino a quando non saranno abbastanza teneri.

 

 

 

 

 

Annunci