Roccocò, fasto ed equilibrio

Se il nome del famosissimo dolce natalizio chiamato roccocò (rigorosamente con due “c”) fa pensare a quello dello stile artistico – architettonico del primo settecento (il rococò con una sola “c”), il legame, se non diretto, esiste. Esso rappresenta, infatti, il trionfo del fasto, ma anche dell’equilibrio dei suoi ingredienti. E ora vi spieghiamo il perché.

Gli ingredienti certo non sono pochi, e rappresentano la perfetta sintesi di varie culture, come è del resto la cultura napoletana, dove il dolce ha avuto i natali. Furono, infatti le suore del convento della Maddalena a creare questo dolce di forma arrotondata, col buco, che ricorda quasi una ciambella che, per la forma tondeggiante, ricorda la rocaille (conchiglia tondeggiante), forma cara al tardo barocco.

Nel roccocò convivono le mandorle, i canditi, le nocciole, ma, per fare in odo che il risultato sia degno del suo nome, tutto deve essere in perfetto equilibrio. Nessun ingrediente deve prevalere sull’altro a livello di sapore, così come bisogna fare molta attenzione alla cottura. La consistenza del roccocò è infatti croccante fuori e morbida dentro, e basta un minuto di cottura in più, o un grado in meno, per vanificare i tanti sforzi profusi a realizzare questo piccolo capolavoro della pasticceria napoletana.

Se intendete realizzarlo in casa, quindi mettetecela tutta e fate attenzione alla ricetta che segue. Nel frattempo, però, per carpirne con cura tutte le caratteristiche, assaggiate e continuate ad assaggiare!!

Ecco la ricetta del roccocò e il relativo procedimento:

1 kg i farina

800/900 g di zucchero

800 g di mandorle

250 g di nocciole

scorzette d’arancia e canditi vari q.b.

5 g di ammoniaca

3 g di “pisto” di aromi

succo di 1 arancia

1 uovo.

Procedimento: bollire le mandorle, spellarle e tritarle. Impastare mandorle e nocciole schiacciate, con la farina e gli altri ingredienti indicati. Ammorbidire l’impasto con succo d’arancia. Formare con l’impasto delle forme dello spessore desiderato e passarli nella farina. Spennellare queste ultime con l’uovo, che nel frattempo è stato battuto, e informare in teglie anti aderenti, alla temperatura di 180 gradi per 10/15 minuti.

roccoco-ricetta-napoletana

il roccocò fonte leitv.it

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