Villa Malaparte e la natura di Capri

La villa prende il nome dal suo primo proprietario, lo scrittore e giornalista Curzio Malaparte che nel 1938 acquisì l’inaccessibile promontorio di Punta Massullo. Il vincolo paesaggistico non frenò le aspirazioni del tenace Curzio che, grazie alla mediazione del suo amico Galeazzo Ciano, ottenne poi la licenza per costruire la sua villa.

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Sebbene si attribuisca la paternità del progetto ad Adalberto Libera, il ritrovamento di alcune lettere dell’architetto Uberto Bonetti che si occupò della realizzazione del progetto finale, inducono ad attribuirne la paternità allo stesso Malaparte; prima della rottura con quest’ultimo, Libera avrebbe presentato degli schizzi (1938) con un’impostazione volumetrica già definita, ispirando in seguito lo scrittore per la stesura di un progetto tutto suo!

okCurzio scriveva: “vorrei costruirmela tutta con le mie mani, pietra su pietra, mattone su mattone, la città del mio cuore. Mi farei architetto, muratore, manovale, falegname, stuccatore, tutti i mestieri farei perché la città fosse mia, proprio mia, dalle cantine ai tetti, mia come la vorrei. Una città che mi assomigliasse, che fosse il mio ritratto e insieme la mia biografia…E tutti, appena entrandoci, sentissero che quella città sono io, che quelle strade sono le mie braccia aperte ad accogliere gli amici. L’intonaco dei muri, le persiane, gli scalini…, vorrei che fossero la parte migliore di me, i lineamenti del mio viso e del mio spirito, gli elementi fondamentali dell’architettura e della storia della mia vita. Che m’assomigliasse, e che ciascuno sentisse, vivendoci, di stare dentro di me. Casa come me… il mio ritratto di pietra.

ok cAlla luce di queste parole comprendiamo il motivo per il quale la chiamasse “casa come me”: semplice ma al contempo austera, essenziale, priva di fronzoli, un parallelepipedo ancorato alla terra, a picco sul mare e proteso verso il cielo, un luogo quasi inaccessibile ma confortato dalla quiete dei suoi interni, un connubio perfetto tra rigore dell’architettura razionalistica e la libertà della natura; le stesse contrapposizioni presenti nella vita e delle opere di Curzio! ok e

Qui nel 1943, lo scrittore terminò il suo libro “Kaputt” e nel 1949 scrisse “La Pelle”. Ritrovo di personaggi come Jean Cocteau, Albert Camus, Elsa Morante, Alberto Moravia, Pablo Picasso, Palmiro Togliatti, André Breton e altri, fu immortalata nel 1963 nel film di Jean-Luc Godard,  “Il Disprezzo”, tratto dall’omonimo romanzo di Moravia. Con le sue tre finestre lo studio di Curzio volge a sud verso i Faraglioni e lo scoglio del Monacone, a sud-est verso a Punta della Campanella e dal terzo l’infinito dell’orizzonte, a picco sulla baia di Matromania.

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Non è aperta al pubblico, Casa Malaparte oggi è un centro di produzione culturale promossa dalla Fondazione Giorgio Ronchi.

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