Quando si andava in “brodo di giuggiole”

E’ piuttosto raro ormai gustare le giuggiole, almeno qui, ma in passato e sino ancora alla fine del’700 era menzionata tra i frutti donati dalla nostra terra.

Le giuggiole presentano una forma tondeggiante simile a quella di un’oliva, di colore vermiglio nella loro fase di maturazione e con un sapore dolce come quello del dattero.

Originarie dell’Asia ma presenti in Italia sin dall’epoca dei Romani che la impiegavamo per scopi molteplici: ritenuto il simbolo del silenzio l’albero delle giuggiole era usato per adornare i templi della dea Prudenza  o  anche mangiandone i suoi frutti, sia freschi che maturi o lasciati decantare nel vino da offrire ai propri commensali nei convivi .

Citate da Omero nell’Odissea per la loro dolcezza, le giuggiole continuarono ad essere impiegate in cucina fino a quando, in epoca rinascimentale, i Gonzaga non conferirono loro nuovo lustro con un delizioso elisir: il “brodo di giuggiole”, ideale per essere servito con le torte o i biscotti secchi. Il sapore fu apprezzato a tal punto che spontaneamente entrò nel linguaggio corrente l’espressione: andar in brodo di giuggiole  e l’uso ne fece il resto arrivando sino a noi.

Fu solo nel 1612 che il significato dell’espressione metaforica fu inserito nel vocabolario dell’Accademia della Crusca per denotare l’estremo piacere di un qualcosa.

Impiegate per confetture, dolci e liquori le giuggiola meritarono anche la menzione nel 1778 nel Credenziere del famoso cuoco gentiluomo Vincenzo Corrado che suggeriva di unirle allo zucchero in grana.

le giuggiole, fonte www.gushmag.it

le giuggiole, fonte http://www.gushmag.it

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...