Pallagrello, il tesoro del Matese

Anche il pallagrello, come molti vini, lo si scopre quasi per caso. E’ come un tesoro antico, rimasto in fondo al mare, che viene alla luce scavando scavando, ma che diventa poi parte integrante di noi.

Oro giallo e rubino, originario delle falde del monte Matese, provincia di Caserta, il pallagrello, diffuso n tutto il resto della provincia e al confine con quella di Benevento, è noto già dai tempi dei Borbone. Ma, come spesso accade, diventa vino da taglio, per dare spazio a  più importanti vini del nord.

Ma arriva poi la metà degli anni novanta, e ecco che, per volere e tenacia di alcuni esperti e appassionati, che il pallagrello torna sulle tavole con una propria identità ben definita, e con la denominazione IGT. nelle sue espressioni di bianco e rosso, regala emozioni a tutti i palati.

Caratteristica la sua uva dagli acini molto piccoli e arrotondati, il pallagrello, nella sua versione bianco ha un colore giallo molto carico, dorato, che al palato lo rende corposo, poco acido, gustoso, ma strutturato, tanto da raggiungere un livello alcolico tipico di un rosso (anche 13,5 gradi). E’ possibile abbinarlo a formaggi stagionati e a pietanze a base di pesce.

Con un bianco così, ci si aspetterebbe un rosso dello stesso livello di struttura. e invece no. Il rosso ha un colore rubino di una lucentezza sorprendente, e il sapore è vellutato, rotondo, mai aspro, che lo rende accattivante e in grado di sposarsi praticamente con tutto.

uva pallagrello, fonte vinialois.it

uva pallagrello, fonte vinialois.it

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