Dolomiti Lucane, piccoli incanti

Nella Lucania più profonda, quasi selvaggia – nell’area del Parco Naturale Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane – avventurosi escursionisti sfidano le pendenze delle Piccole  Dolomiti Lucane, che devono il loro nome alla somiglianza con le Dolomiti Trentine, sebbene la natura geologica sia diversa. Una meta  ideale per il turismo naturalistico e per gli appassionati di trekking.

dolomiti lucane

Scorcio Dolomiti lucane da Castelmezzano

Tra le guglie rocciose plasmate dal vento non è raro avvistare grandi rapaci come il nibbio reale, la poiana, i gheppi e il falco pellegrino.

In questo territorio impervio troviamo Castelmezzano e Pietrapertosa (Pz); incantevoli borghi di case abbarbicate alla roccia arenaria delle piccole Dolomiti Lucane, con cui entrambi hanno stretto un patto di verticalità.

Paesi dai curiosi primati: Secondo il Coelestis, forum di astronomia italiano, a Pietrapertosa le stelle sono molto più visibili che da qualunque altro luogo in Italia, o almeno era così fino a qualche anno fa. Invece Castelmezzano nel 2007 ricevette un insolito riconoscimento,  fu infatti inserita dalla rivista Budget Travel  fra le località più belle “di cui non si sente mai parlare”.

Ma da 2007 qualcosa è cambiato e Castelmezzano non è più un luogo poi tanto anonimo. Infatti, così come la vicina Pietrapertosa, è stata inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia

Castelmezzano

Castelmezzano e creste Dolomiti Lucane

Le origini di Castelmezzano sono datate circa tra il VI ed il V secolo a.C., quando dei coloni greci si insediarono nella Valle del Basento, dove fondarono un centro abitato chiamato Maudoro (monte d’oro). Nel X secolo d.C., le invasioni saracene costrinsero la popolazione locale a fuggire riparando in luoghi impervi, sulle cime di montagna, da cui si potevano respingere gli invasori facendo rotolare massi di pietra.

Veduta dai resti del castello

Veduta panoramica dai resti del castello di Castelmezzano

Seguirono poi occupazioni dei longobardi e successivamente, tra il XI ed il XIII secolo d.C.,  dei Normanni che edificarono una fortezza, detta Castrum Medianum (castello di mezzo) di cui sono ancora visibili i resti delle mura e la gradinata scavata nella roccia che consentiva l’accesso al punto di vedetta più alto. Fu proprio il nome della fortezza  a dare origine al nome del paese, così denominato per sua posizione intermedia  tra i castelli di Pietrapertosa e di Brindisi Montagna. Con i Normanni, Castelmezzano visse un periodo di pace e di sviluppo.

Pietrapertosa è posta esattamente al centro della regione geografica ed è il comune più alto della Basilicata, con un’altitudine media di 1.088 metri s.l.m. Il paese è quasi incastonato nella roccia, sfruttandone ogni più piccolo anfratto. Si snoda praticamente lungo l’unica strada principale, fino ai piedi dell’antico castello risalente all’epoca della dominazione romana. Questa fortificazione ha sempre avuto una funzione militare di avvistamento, ed è situata nel punto più alto della Valle del Basento. Da qui si può dominare un ampio tratto della vallata (che fino al XVI-XVII secolo rappresentava una importante via di comunicazione tra le regioni costiere dei mari Ionio e Tirreno). Il fortilizio fu utilizzato anche dai saraceni guidati da Bomar, e in seguito diventò una roccaforte Normanno – Sveva.

Rimane traccia del passato saraceno nel dialetto del borgo, nell’architettura del quartiere detto l’Arabata, con le sue caratteristiche case dotate di uscita secondaria –  che consentiva di fuggire in caso di pericolo –  e nei resti della torre dell’antico fortilizio, aggrappati fra cuspidi rocciose. Un legame, quello con le origini arabe, che viene rinnovato ogni anno, il 10 agosto, con la rievocazione storica “Sulle tracce degli Arabi”, quando per l’occasione dai vicoli dell’Arabata tornano a diffondersi profumi di pietanze esotiche, musica e danze arabe.

Da qualche anno i due borghi  sono collegati dai cavi d’acciaio del “Volo dell’Angelo”; una straordinaria attrazione turistica che accompagna a un viaggio aereo mozzafiato le due vette delle Dolomiti lucane. Un percorso sospeso di un chilometro e mezzo tra cielo e terra, a 400 metri d’altezza, dove turisti intrepidi, assicurati al cavo d’acciaio, raggiungono i 120 km orari di velocità.

Un consiglio per tutti, durante le visite in questi borghi: scarpe comode, meglio se da trekking, e abbigliamento a strati; venti sferzanti potrebbero sorprendervi sulle cime! 😉

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