Taurasi, il principe dei rossi

Vede rosso il Taurasi. Ma non si comporta in modo taurino: il rosso gli piace. Eccome. E’ il frutto della sua terra, irpina, taurasina, dei taurasini, che ne fanno il principe dei rossi.

Qui anticamente un principe appunto, Carlo Gesualdo, aveva i suoi feudi, ma non fu lui il primo a bere il vino taurasino. I primi, probabilmente, furono i romani.

Ma solo negli ultimi quarant’anni il Taurasi, che si produce anchce in alcuni paesi confinanti, ha ricevuto l’importanza che merita, abbandonando così le quinte di un vino da taglio, utilizzato per ammorbidire gli altri vini, e ricevendo la denominazione di origine controllata e garantita (d.o.c.g. appunto). Col passare del tempo, sono nate all’interno del territorio cittadino una serie di piccole cantine, stanche di commercializzare solo l’uva alle cantine più grandi, e consapevoli di aver appreso nei decenni un’arte di vinificazione che può dare frutti autonomi. Ad oggi sono una ventina e cantine attive sul territorio, che producono fiano D.o.c.g., greco d.o.c.g. e, ovviamente il Taurasi d.o.c.g.

Il Taurasi segue un disciplinare tra i più severi e articolati al mondo: tre anni di invecchiamento, di cui uno in botte, resa non superiore al 70%, vendemmia tardiva, e, ovviamente, massima attenzione ai particolari. Ad esempio, molti vinificatori realizzano bottiglie con i cosiddetti “cru”, ossia un vigneto ben preciso, che non viene mescolato ad altri, che magari, pur stando a poche centinaia di metri di distanza, possono differirne per esposizione, tamperature durante l’anno, caratteristiche minerali del terreno.

Costa molto lavoro il Taurasi, ma il risultato che ne viene fuori mostra che ne vale la pena. E’ un vino che rapisce già alla vista, con i suoi riflessi violacei, tendenti al granato o talvolta all’arancione, che un occhio distratto vedrebbe quasi ossidato. L’olfatto spazia dai sapori di frutta matura mediterranea all’affumicato, spesso conferito dalle botti, di differente tipologia e grandezza a seconda della firma che il singolo viticoltore vuol dare. Passando al gusto, è inevitabile riconoscere che il Taurasi è molto tannico (la sua base principale è aglianico) e questa sua tannicità viene abbandonata solo parzialmente durante i primi 3 anni di invecchiamento. La morbidezza assoluta, l’equilibrio di colore, odore e sapore, che restituisce al gusto i sentori dell’olfatto, e, a questo punto, anche della vista, avviene dai cinque anni di età in poi. E’ un vino importante e robusto a quanto pare, e come tale va trattato. Già dal’apertura, va fatto decantare, ossigenare, e va abbinato in maniera adeguata: carne, formaggio stagionato, piatti elaborati.

E’ possibile degustare il Taurasi anche in cantina. Numerosi, sul territorio cittadino, sono i produttori che, preventivamente contattati, si rendono disponibili ad una visita con degustazione e acquisto. Anche se forse si troveranno i produttori piuttosto impegnati per la vendemmia, è bello andare a Taurasi ad inizio autunno: la natura si offrirà in tutto il suo splendore di colori. Verde, arancio, rosso, giallo, azzurro: pennellate di natura, gusto, serenità. Sono vari i locali della zona che ad un buon Taurasi associano pietanze all’altezza della situazione.

In alternativa, ci si può recare in paese nella settimana di ferragosto, rubando qualche giorno al mare, e non perdersi la fiera enologica, che dallo scorso anno è stata sostituita da “Enologic Taurasi”. Sono momenti attesi tutto l’anno dai produttori di Taurasi, in cui si approfitta per far conoscere alle grandi masse, tra conferenze, musica e degustazioni in forma anche di sagra, un vino che di massa non è. Basti pensare al costo (da un minimo di 10 euro a bottiglia, può superare anche le centinaia di euro a seconda dell’annata) e al lavoro estenuante fatto di attese, cure interventi per svariati anni.

A Taurasi è presente anche un interessante museo del vino, che sicuramente, considerato il paese in cui si trova, andrebbe valorizzato decisamente meglio.

Come raggiungere Taurasi: autostrada Napoli – Bari. Uscita Benevento, poi proseguire per Taurasi.

Coordinate: Latitudine: 41°00′38″ N  Longitudine: 14°57′35″ E

fiera enologica

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